Le nostre Lavande

 

lavanda imperia

Lavandula angustifolia denominata “IMPERIA” (nuova varietà ed esclusiva del progetto)
Fa quattro fioriture all’anno se vicino al mare, sul Col di Nava tre fioriture a msl. 1000.
Ha una resa in olio essenziale di circa 1,4 lt/Ql.
(circa il doppio delle varietà attualmente coltivate).

 

La Lavanda “Imperia” è ottima anche come utilizzo di pianta aromatica infatti ha una richiesta importante in cucina sia per la preparazione di piatti ma anche per la creazione di prodotti dolci e salati.

 

 

 

 

 

La Lavanda “Imperia” anche se più corta ( è una officinalis e non un ibrido/lavandino) ha un suo mercato interessante come fiori reciso perché anticipa tutte le fioriture di lavanda regala il suo profumo ed il suo colore e con l’ultima fioritura di novembre/dicembre.

 

 

Lavanda ibrida/lavandino o intermedia denominata “Bosco Mare”.
Lavanda riscoperta nella Valle del San Lorenzo, ha un’interessante resa e qualità di olio essenziale,
questa specie trova mercato nel settore del fiore sgranato per i sacchettini come repellente negli armadi e cassetti.

Il progetto mantiene nel Territorio anche le Lavande che hanno fatto la storia, quali la lavanda Abrialis, la lavanda Grosso, la lavanda officinalis Col di Nava

Perchè coltivare la Lavanda?
Nel nostro Territorio è la nostra storia e poi perchè il consumo di queste piante officinalis è in continuo aumento nei vari settori: industria farmaceutica, industria cosmetica ed industria alimentare.
Perché può essere un interessante integrazione di reddito per le aziende
La Coltivazione
La lavanda a seconda della tipologia sopporta bene sia il caldo che il freddo. Si può coltivare a seconda delle specie dal livello del mare sino a 2.000 metri di altitudine..
Il Terreno
Non necessita di particolari terreni l’importante è che non ci siano i ristagni d’acqua non siano acidi, ben drenati e possibilmente esposti a Sud.
L’ Impianto
La lavanda viene piantata in primavera o in autunno. La scelta del tipo di lavanda da coltivare deriva principalmente dall’altitudine e dal tipo di produzione che si vuole intraprendere.
La Lavanda non necessita di irrigazioni. Può essere necessaria l’irrigazione per l’attecchimento e di soccorso in caso di fortissima siccità.
Concimazione
Prima dell’impianto occorre effettuare un’analisi del terreno per verificare il PH che non sia inferiore a 5, è consigliata una leggera concimazione organica, (non chimica) arricchita con micorrize che hanno un rapporto in simbiosi con le piante, proteggendo le piante dagli attacchi dei funghi patogeni.
Redditività
Essendo la lavanda un prodotto che si presta alle più svariate trasformazioni in azienda, occorre valutare oltre ai fattori agronomici, anche quelli socio-economici dell’azienda e della località nella quale essa è collocata.
L’esperienza in Italia ci insegna che l’azienda agricola che produce lavanda normalmente è associata ad un gruppo di produttori (associazione, cooperativa o consorzio). Le forme associative dei produttori di lavanda hanno anche la funzione di orientare la scelta varietale, per evitare di coltivare un prodotto che non ha un effettivo mercato o sbocco, e di offrire agli associati servizi e lavorazioni in pieno campo con macchinari speciali.