L’olio essenziale

Per la realizzazione dell’olio essenziale occorre che la lavanda venga raccolta possibilmente con pianta e fiori asciutti e di mattina quando la percentuale di olio è maggiore e le spighe dovranno essere a fine fioritura (nel pieno della maturità balsamica).
La distillazione viene effettuata a corrente di vapore in alambicchi, che possano garantire l’integrità del prodotto finale senza alterarne la struttura ( profumi, fragranze… ) e le temperature per la distillazione dovranno rimanere sotto i 95° C, per ottenere un prodotto finale che possa raggiungere il suo potenziale maggiore.
L’olio essenziale va conservato ben chiuso in luogo fresco e al riparo dalla luce.

Gli usi della tradizione dell’olio di lavandula angustifolia (officinale, fine, vera)
per acne, allergie, ustioni, punture di insetti, scottature solari – bastano alcune gocce da frizionare sulla superficie interessata;
per cefalea, emicrania – 1 o 2 gocce da massaggiare su entrambe le tempie;
per insonnia, melanconia e stress – 1 o 2 gocce sotto il naso per un effetto immediato ma non duraturo nel tempo, un effetto prolungato si può ottenere con un diffusore o brucia essenze;
per infiammazioni della gola, bronchiti, influenza, sistema digestivo – un paio di gocce su una zolletta di zucchero o in un cucchiaino di miele
per gengiviti – un bastoncino ovattato imbevuto di olio essenziale da passare sulla parte infiammata.

Gli usi della tradizione dell’olio di lavandino (intermedia,ibrida)
per lombaggini, distorsioni, piede dell’atleta, gomito del tennista – massaggiare le parti doloranti con 4 o 5 gocce di olio essenziale;
per pidocchi nei capelli – 3 o 4 gocce massaggiandole nei capelli;
mescolata qualche goccia con la cera d’api allontana le tarme e rende i mobili più lucidi;
solvente naturale;
nebulizzato sui pavimenti e negli armadi (non macchia) allontana gli acari;
in miscela con 4 parte di acqua distillata, tre parti di alcool etilico e 10 gocce di olio essenziale ogni 200 cc. allontana i parassiti dagli animali domestici

Testo a cura dell’associazione culturale “Produttori Lavanda della Riviera dei Fiori”

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