La storia della Lavanda

campo di lavanda 2

L’amore per la lavanda nasce da una tradizione secolare del nostro territorio che abbiamo nel sangue da generazioni. E’ nativa delle Alpi Marittime,quindi delle nostre montagne, il fascino che emana è irresistibile. La lavandula angustifolia (sinonimi: vera, fine,officinalis) è la più pregiata delle 39 specie di lavandula esistenti al mondo. Dalla metà dell’ottocento ci fu un forte sviluppo nella distillazione della lavanda che prosegui fino a meta del novecento, quando sul territorio circa 500 aziende producevano lavanda. L’avvento della chimica con le essenze di sintesi, (le essenza sintetiche si portano dietro gli idrogenati, cosa che non succede con le essenze naturali) i disinfettanti chimici a basso costo e problemi colturali a causa di funghi patogeni si è determinato un crollo delle produzioni. Dalla nostra storia siamo ripartiti con un progetto territoriale per recuperare le nostre tradizioni. Si è costituita una rete di imprese che si prefigge di far rivivere il nostro entroterra con una sinergia del territorio dei comuni che hanno aderito al progetto. Gli operatori dei diversi settori di questo territorio: agricolo, turistico, commerciale, artigianale, gastronomico e culturale, hanno costituito due associazioni di promozione sociale, una dell’accoglienza e l’altra dei produttori, il marchio che ci contraddistingue è “Lavanda della Riviera dei fiori” ( registrato a livello U.E.). Tutti assieme decideremo come proseguire nel progetto, questo può permetterci di essere artefici del nostro futuro, recuperare gli antichi terrazzamenti, fermare il degrado, il dissesto idrogeologico, l’abbandono, dando la possibilità di dare una fonte primaria o di integrazione al reddito per le generazioni future, dove non c’è reddito non può esserci agricoltura.