Itinerari

Val Borghetto – Seborga

 

A partire dagli anni cinquanta del XX secolo alcuni membri della comunità di Seborga hanno rivendicato un’indipendenza dalla Repubblica Italiana, in virtù di un presunto antico status di Principato di cui la località anticamente avrebbe goduto, ritenendo non valida l’annessione al regno di Sardegna
I cittadini di Seborga eleggono perciò anche un principe con funzioni prettamente simboliche: il ruolo è stato svolto dal 14 maggio 1963 fino al 25 novembre 2009, data della sua morte, da Giorgio Carbone (Giorgio I), e dal 25 aprile 2010 da Marcello Menegatto (Marcello I) tuttora in carica. Il principe è coadiuvato da un consiglio di 9 ministri, privi di potere legale.
Il principato conia una moneta, chiamata Luigino (nome ispirato a quello delle monete coniate nel XVII secolo), senza alcun valore legale, ma ha suscitato un certo interesse nel mondo del collezionismo numismatico. Il valore dato al cosiddetto luigino è fissato in 6 dollari statunitensi.
Seborga ha anche proprie “targhe automobilistiche” che possono essere utilizzate solo a latere di quelle italiane. Vengono poi distribuiti ai richiedenti “passaporti” recanti l’effigie e i timbri del principato che hanno unicamente funzione di promozione turistica.
Il principato di Seborga non è riconosciuto dall’Italia che ha de iure e de facto la reale giurisdizione sul territorio.
Da vedere
Il nucleo urbano di Seborga era originariamente fornito di quattro porte d’accesso, ora identificabili sono solo la Porta San Martino, quella di San Sebastiano e la Porta del Sole
Chiesa Parrocchiale di San Martino
Nel cuore del paese e protetta da eventuali incursioni nemiche, questa chiesa, elevata a dignità parrocchiale nel 1749, fu costruita attorno al 1615 dall’architetto genovese Arturo Fieschi.Alle pareti si trovano opere seicentesche (tra cui due quadri, raffiguranti rispettivamente San Sebastiano con Santa Petronilla e San Martino con San Bernardo) e le statue di San Martino e San Sebastiano.
Chiesa di San Bernardo
Piccola chiesetta in pietra eretta nel XIV secolo, all’ingresso del paese e dedicata a San Bernardo di Chiaravalle. Presso il sagrato della chiesa fu incoronato il principe Marcello I (22 maggio 2010) e giurarono i suoi Consiglieri della Corona.
Palazzo dei Monaci e Zecca Seborghina
Questo edificio, acquistato dai monaci da un Seborghino nel 1607, si trova nella Piazza San Martino e circonda il sagrato della chiesa con la sua sequenza di archi a tutto sesto.
L’antica Prigione
Una stanza buia e umida, con in terra della paglia, una rustica panca in legno e una catena fissata alle pareti costituivano l’antica Prigione. Il Principe-Abate di Seborga godeva, infatti, anche dello “ius gladiis et sanguinis“, cioè della facoltà di comminare, ai colpevoli di gravi reati, la pena di morte. Costoro, insieme agli altri condannati a pene minori, venivano imprigionati in questo locale. Nella Prigione vennero rinchiusi, nei secoli, circa 200 individui, tra i quali nessun condannato a morte.
Grotta di Nostra Signora (“a Crota da nostra Scignura”)
Quando era già malato di sclerosi laterale amiotrofica, S.A.S. il Principe Giorgio I volle compiere un ultimo omaggio della sua vita terrena alla Madonna, alla quale era particolarmente devoto, facendone collocare una statua in una piccola celletta in pietra appositamente ristrutturata, dove ancora oggi, in un ambiente semplice ma denso di spiritualità cristiana, è possibile pregare.
Museo degli strumenti musicali antichi
L’esposizione comprende 135 pregiati strumenti musicali del periodo compreso tra il 1744 al 1930, suddivisi in aerofoni, cordofoni, idiofoni, membranofoni e meccanici.

www.seborgaturismo.it

 

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